Luigi LUNGHI
Luigi LUNGHI

Se non è la sagra più antica dell’Umbria poco ci manca, certamente quella di Costano è una manifestazione che nel corso di più di 40 anni (considerando un periodo di sospensione) ha fatto registrareᅠtanti importantiᅠavvenimenti, al punto di tentarne una rapida sintesi. E’ la fine degli anni 60 quando ai dirigenti della locale squadra di calcio Olimpio Lunghi e Francesco Del Bianco, autentici pionieri, viene in mente di rendere omaggio alla tradizione centenaria della porchetta e di rimpinguare le scarne casse della società sportiva con l’allestimento della prima sagra. Scenario della festa è la piazza del paese, coinvolto da subito in tutte le sue componenti. C’è da lavorare ma anche da divertirsi, si capisce che la cosa può funzionare, garanzia ne è l’ottimo prodotto offerto ai visitatori. Seguono anni di grande splendore, almeno sei di progressiva crescita: attrezzature più adeguate per gli stands, massima ospitalità da garantire ai sempre più numerosi ospiti, spettacoli di arte varia con artisti di fama nazionale.

L’impegno e il lavoro aumentano negli anni, ma si sentono meno quando sono condivisi con il paese intero, ripagati da sano divertimento e dall’ottima riuscita dell’avvenimento. Ma ecco che nel momento di massimo splendore, verso la metà degli anni ’70, per la sagra comincia un periodo di crisi che si trascinerà almeno fino al ’78, per sfociare addirittura in cinque anni di sospensione. Succede che si comincia a discutere troppo così che le edizioni che vanno dal ’68 al ’74 si ricordano più per le polemiche che per altro: lo spirito iniziale si perde e la sagra della porchetta conosce anni bui, dal ’79 all’83 addirittura chiude i battenti. E’ così che Costano sede di una delle prime sagre dell’Umbria assiste impotente al proliferare di manifestazioni in nome di prodotti gastronomici frutto di fantasie culinarie sempre più fiorenti, organizzate in mega strutture e a dimensioni che si fanno “industriali” mentre si culla nel ricordo delle prime edizioni di una genuina festa di paese a dimensione ancora “umana”.

Dall’80 però un gruppo di giovani costanesi aggregati intorno alla parrocchia e al nuovo parroco, il frate francescano Gualtiero Bellucci, nel tentativo di ricercare momenti di aggregazione nel paese, prova a ridare fiato a feste incentrate sulla porchetta, finché nell’84 rispolvera ufficialmente la sagra pur rendendosi subito conto che la vecchia piazza non è più in grado di reggere l’organizzazione.

Ecco allora che, grazie al coinvolgimento dell’attivo parroco, quasi a rinverdire un rapporto storico e documentato tra la porchetta di Costano e i frati francescani di Assisi, si intravede in un’area della vicina casa parrocchiale lo spazio giusto per riproporre la sagra secondo le nuove esigenze.

Superati alcuni problemi di natura tecnica, nell’89 il costituito Gruppo Giovanile trasferisce la sagra nella nuova area di circa 8000 mq. che successivamente arricchirà di infrastrutture e di verde. Poche edizioni e per la sagra della porchetta è di nuovo boom. Sotto la Presidenza di Augusto Lunghi prima, di Fabrizio Zodiaco, Enrico Meschini, Gianfranco Armati, Meschini Marisa, Giuliani Carlo, Lunghi Leandro, Meschini Antonietta e Migliosi Michela poi, la “nuova” sagra riprende vigore in termini quantitativi e qualitativi. La garanzia è quella antica: la qualità del prodotto e l’ottimo servizio offerto. In più c’è la funzionalità di un area attrezzata e l’impegno della parte più giovane del paese. Una miscela che oggi rinverdisce il successo di oltre quaranta anni fa.