FESTIVAL DELLE PORCHETTE
Grande successo a PORCHETTIAMO 2010 L’8 e il 9 maggio, nel borgo di San Terenziano, nei pressi di Gualdo Cattaneo, si è svolto “PORCHETTIAMO”, festival delle porchette d’Italia, un evento unico nato per valorizzare un incredibile patrimonio, ideale per gustare questo cibo prelibato e ricco di storia, nobile e allo stesso tempo popolare, da sempre compagno inseparabile di strade, piazze, fiere e mercati.

A questo evento non poteva mancare Costano tramite una folta rappresentanza, composta dai ragazzi del Gruppo Giovanile, che hanno contribuito a far conoscere la propria storia, le proprie tradizioni, gusti e sapori.

Oltre a Costano, hanno partecipato altri paesi e borghi famosi per la produzione in diversi stili della porchetta: quelli di Ariccia sui colli laziali, Monte San Savino in provincia di Arezzo, Campli e Torrevecchia Teatina in Abruzzo, Pesaro nelle Marche, Grutti, Casalalta, Pantalla di Todi in Umbria.

L’intera manifestazione si è svolta tra le cosidette “Piazze della Porchetta”, dove ogni regione ha presentato vari stand dedicati alle caratteristiche di sapore, aromi e spesso anche cottura del proprio prodotto.

Costano, per valorizzare ed evidenziare ulteriormente l’unicità del proprio prodotto ha allestito, all’interno delle vie del borgo, “IL MUSEO DEL PORCHETTAIO”, rievocazione storica delle tecniche, dei materiali e dei mezzi per la produzione della porchetta; questa iniziativa ha riscontrato un notevole successo tra i visitatori della manifestazione.

Storia, tradizioni, luoghi, sapori, gesti antichi e senza tempo della porchetta sono stati di scena in questo goloso appuntamento, che ha avuto il principale scopo di raccontare, approfondire e far gustare le diverse porchette d’Italia, unite da una profonda radice comune ma anche distinte da tante piccole e grandi differenze, sia tecniche che nell’uso di spezie ed ingredienti.

Dal finocchio selvatico e rosmarino di Costano, al pepe nero di Ariccia passando per i chiodi di garofano delle porchette abruzzesi, tanto per fare qualche esempio.

Degustazioni, incontri di approfondimento hanno raccolto le esigenze degli operatori, della stampa del settore e del grande pubblico dei consumatori, con grande attenzione riservata a famiglie e bambini.

Pertanto, oltre a raccontare e far gustare le diverse porchette d’Italia, c’è stata anche la possibilità di abbinare questi prodotti tipici ai grandi vini della Strada del Sagrantino o alle birre artigianali dei migliori produttori italiani. Infatti, nel gustoso universo dei gourmet e nel settore enogastronomico in generale, quello dell’abbinamento tra cibo e bevande è una delle questioni più dibattute. Non poteva quindi mancare quest’argomento durante le giornate di “Porchettiamo”.

Non è casuale neppure la scelta della data dell’evento, che segnala la relazione ancora viva tra un prodotto così rappresentativo del territorio umbro e del comprensorio di Gualdo Cattaneo in particolare, e le tradizioni popolari: è all’inizio di maggio infatti che i Romani sacrificavano il maiale in onore della dea Maia.

E per tradizione poi, nel corso del tempo, la porchetta veniva cotta in inverno e mangiata per il banchetto di festa all’inizio dell’estate.

In conclusione ricordiamo che le porchette sono state tutte sapientemente selezionate, a caratterizzare quindi un’iniziativa che è più un progetto gastronomico-culturale che evento commerciale inteso nella più comune accezione. Di Fabio Mazzoli