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Se non è la sagra più antica dell’Umbria poco ci manca, certamente quella di Costano è la manifestazione che nel corso di quasi 30 anni (considerando un periodo di sospensione) ha fatto registrare più avvenimenti al punto di tentarne una rapida sintesi. E’ la fine degli anni 60 quando ai dirigenti della locale squadra di calcio Olimpio Lunghi e Francesco Del Bianco, autentici pionieri, viene in mente di rendere omaggio alla tradizione centenaria della porchetta e di rimpinguare le scarne casse della società sportiva con l’allestimento della prima sagra. Scenario della festa è la piazza del paese, coinvolto da subito in tutte le sue componenti.
C’è da lavorare ma anche da divertirsi, si capisce che la cosa può funzionare, garanzia ne è l’ottimo prodotto offerto ai visitatori. Seguono anni di grande splendore, almeno sei di progressiva crescita: attrezzature più adeguate per gli stands, massima ospitalità da garantire ai sempre più numerosi ospiti, spettacoli di arte varia con artisti di fama nazionale. L’impegno e il lavoro aumentano negli anni, ma si sentono meno quando sono condivisi con il paese intero, ripagati da sano divertimento e dall’ottima riuscita dell’avvenimento.
Ma ecco che nel momento di massimo splendore, verso la metà degli anni ‘70, per la sagra comincia un periodo di crisi che si trascinerà almeno fino al ‘78, per sfociare addirittura in cinque anni di sospensione. Succede che si comincia a discutere troppo così che le edizioni che vanno dal ‘68 al ‘74 si ricordano più per le polemiche che per altro: lo spirito iniziale si perde e la sagra della porchetta conosce anni bui, dal ‘79 all’83 addirittura chiude i battenti. E’ così che Costano sede di una delle prime sagre dell’Umbria assiste impotente al proliferare di manifestazioni in nome di prodotti gastronomici frutto di fantasie culinarie sempre più fiorenti, organizzate in mega strutture e a dimensioni che si fanno “industriali” mentre si culla nel ricordo delle prime edizioni di una genuina festa di paese a dimensione ancora “umana”.
Dall’80 però un gruppo di giovani costanesi aggregati intorno alla parrocchia e al nuovo parroco, il frate francescano Gualtiero Bellucci, nel tentativo di ricercare momenti di aggregazione nel paese, prova a ridare fiato a feste incentrate sulla porchetta, finchè nell’84 rispolvera ufficialmente la sagra pur rendendosi subito conto che la vecchia piazza non è più in grado di reggere l’organizzazione.
Ecco allora che, grazie al coinvolgimento dell’attivo parroco, quasi a rinverdire un rapporto storico e documentato tra la porchetta di Costano e i frati francescani di Assisi, si intravede in un’area della vicina casa parrocchiale lo spazio
giusto per riproporre la sagra secondo le nuove esigenze.
Superati alcuni problemi di natura tecnica, nell’89 il costituito Gruppo Giovanile trasferisce la sagra nella nuova area di circa 8000 mq. che successivamente arricchirà di infrastrutture e di verde.
Poche edizioni e per la sagra della porchetta è di nuovo boom. Sotto la Presidenza di Augusto Lunghi prima, di Fabrizio Zodiaco, Enrico Meschini, Gianfranco Armati, e Meschini Marisa poi, la “nuova” sagra riprende vigore in termini quantitativi e qualitativi. La garanzia è quella antica: la qualità del prodotto e l’ottimo servizio offerto. In più c’è la funzionalità di un area attrezzata e l’impegno della parte più giovane del paese. Una miscela che oggi rinverdisce il successo di quasi trenta anni fa.
La Sagra Oggi
“Sono passati ormai 25 anni da quando
sei arrivata in punta di piedi.
Mi ricordo i primi passi, quando tutti i compaesani èrano coinvolti nei
preparativi in quella piccola piazza.
Festoni di verdura addobbavano le vie del paese, canti e balli rallegravano
le serate settembrine.
Tu eri la protagonista “la Porchetta di Costano”, conosciuta in tutta
la regione.
Nel tuo modo di presentarti, croccante e colorita, regalavi a ciascuno
di noi il tuo inconfondibile profumo che circondava le vie e le piazze.
Sono passati anni e generazioni..... tu sei rimasta la stessa.
Ogni volta che ti riproponi, Costano è in fervore per te e dà tutto se
stesso per dirti grazie di essere il suo fiore all’occhiello.
Con orgoglio, dal profondo del cuore.
Auguri vecchia Sagra della Porchetta”.
Così ricordava e scriveva nel 1998 per i 25 anni della Sagra Fabrizio Zodiaco, quando era presidente della sagra della porchetta.
La sagra oggi è un appuntamento che negli ultimi 10 giorni del mese di agosto attira a Costano eserciti di buongustai provenienti da tutta l'Umbria. Migliaia e migliaia di persone che riempiono le strade di questa piccola comunità immersa nel verde per gustare la fragranza della porchetta costanese.
E anche per assaporare gli antichi aromi dei piatti tradizionali.
Arriva nel periodo finale dell’estate e sulla scia di centinaia di sagre paesane che hanno riempito le serate afose di molti umbri, ma non perde la sua forza di attrazione e la sua fama. Una festa all'insegna della buona tavola, quindi, ma anche un impegno che vede la presenza attiva di circa 200 persone. Tutta la comunità e le varie associazioni del paese, con spirito di puro volontariato, collabora per la realizzazione della sagra, sospinto dal Gruppo Giovanile che da 15 anni si occupa dell'organizzazione operativa dell'evento.
Da alcuni anni stiamo vivendo una fase di grande successo, sono state servite mediamente 30.000 persone.
Ogni anno tutte le associazioni del paese sono in prima linea nella realizzazione della sagra, ma sono soprattutto i giovani i veri protagonisti nell’offrire ai visitatori il gusto inconfondibile delle buone cose di una volta. Insomma, tutta Costano è ogni anno all'opera per allietare il palato di tutti coloro che non mancheranno all'appuntamento con la buona tavola.
La sagra oggi vive i suoi 11 giorni non più nella piazza del paese, rimasta ormai troppo piccola per ospitare i numerosi visitatori, ma nella nuova area ad essa dedicata; composta da una ex casa colonica ristrutturata e da un vasto slargo ben organizzato di 8000 mq, offrendo in tal modo una soluzione logistica molto apprezzata dai consueti estimatori. Anche la cucina, allestita e preparata dalle donne costanesi, è in grado di sfornare alcuni tra i tanti piatti tipici, quali gli gnocchi fatti in casa, gli arvoltoli, la trecciola e la coratella di agnello.
Questi sono tutti elementi di forte richiamo, ma la fama della porchetta costanese è l’argomento incontestabile del successo di questa manifestazione, cui si aggiungono una spiccata capacità organizzativa e il gusto della buona cucina umbra.
Non è necessario però attendere la fine dell'estate per gustare la tradizione dei porchettai: il paese si dichiara sempre disponibile a soddisfare la curiosità di chi desidera un piccolo assaggio del grande banchetto di agosto.
L'evento rappresenta per il paese un momento importante di aggregazione e soprattutto di recupero della memoria storica e delle nostre tradizioni che fanno da cornice alla festa, durante la quale viene realizzata una mostra fotografica sul tema “Un paese un mestiere:
Costano e i porchettai”, in cui si possono ammirare foto e oggetti della tradizione contadina e di un mestiere antico tramandato di padre in figlio. Da molte generazioni, infatti, le famiglie Mencarelli, Giuliani, Caccinelli, Polinori hanno esercitato con arte questa passione che ha dato al piccolo borgo ampia e meritatissima fama in tutta la Regione.
I frutti di questo impegno non sono rappresentati solo dall'enorme afflusso di gente, ma da numerosi investimenti destinati al paese con i proventi della sagra:
• L’area dove oggi si svolge la sagra è stata completamente ristrutturata e resa disponibile con varie infrastrutture per accogliere le migliaia di persone che ogni anno vi affluiscono
• E’ stata rifatta l’illuminazione del centro storico del paese
• un terreno è stato donato al comune di Bastia Umbra, che lo ha utilizzato per la realizzazione di una scuola comunale per le attività musicali e di una sede per la nostra banda musicale.
• Numerosissime le opere di beneficenza per associazioni del paese e non solo.
Il nostro prossimo obiettivo sarà quello di dare al museo del porchettaio una sede all'interno del vecchio castello.
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