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II paese, memore dell'eredità dei padri, è geloso custode
delle proprie tradizioni che costituiscono, per la sua gente, i momenti
di più intensa aggregazione e che trovano, nello zelo dei contemporanei,
il motivo per rivitalizzarsi ed arricchirsi.
Ciò può apparire strano ed un pò controcorrente, in un mondo in cui i
valori ideali naufragano fatalmente tra il consumismo ed il disimpegno.
Da tempo immemorabile si festeggia in paese la ricorrenza di S.
Croce, che cade il 3 maggio. Sembra che tale celebrazione
sia nata per emulare quanto faceva Bastia dove, fin dal 1293, era sorta
una chiesa detta appunto di S. Croce e se ne solennizzava annualmente
la ricorrenza. Con tale festa che, liturgicamente, si svolge nella prima
domenica di maggio, si intende venerare soprattutto il famoso Crocifisso,
un affresco di fine '400 della scuola di Niccolo Alunno. Esso è custodito
nell'omonima cappella all'interno del castello e da il nome ad una numerosa
confraternita che, insieme al parroco, gestisce la festa che ha il suo
momento saliente nella processione per le vie del paese. In casi gravi
era abitudine, ed in parte dura tuttora, di "scoprire il Crocifisso",
cioè togliere la tela che lo protegge e svolgere speciali devozioni.
Altre ricorrenze celebrate sono quelle di S.
Antonio Abate (17 gennaio) e S. Antonio da Padova (13
giugno). Nel primo caso, si fa la processione con la statua del Santo,
una scultura in legno del secolo XVI. Nel secondo caso (S. Antonio da
Padova) oltre alle messe e processione, si tiene la benedizione degli
animali. In entrambi i casi, è la confraternita omonima che anima le celebrazioni.
Altro momento di partecipazione collettiva per le cinque confraternite
– Crocifìsso, S. Antonio, Sacramento ed altre due femminili (Madre Cristiane
e Figlie di Maria) - è offerto dal trasferimento, in processione, a S.
Maria degli Angeli nel giorno dell'ottavario di Pasqua.
È altresì inveterata usanza che, il Venerdì Santo, i confratelli del S.
S. Sacramento si riuniscano a mezzogiorno per pagare il "trentesimo",
versare cioè un piccolo obolo e consumare il rituale piatto di fagioli
e baccalà.
L'ultima domenica di ottobre, inoltre, si celebra la festa del Sacro Cuore.
Al di là del Chiascio sorge la piccola chiesa di S.
Elisabetta che è di proprietà privata; fino a non molto
tempo fa, vi si teneva una festa a conclusione del Mese di Maggio. Altro
piccolo sacello, sempre privato, si trova presso la vecchia scarpata fluviale
non lungi dalla villa Gigliarelli, vicino al punto in cui era ubicata
l'antica chiesa parrocchiale della Madonna di Loreto, che fu trascinata
via dalle piene del Chiascio. Fino a non molto tempo fa, era tradizione
recarsi quivi il 10 dicembre, per festeggiare la Madonna di Loreto.
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